Dai Quartieri Spagnoli al tetto del mondo: Peppe Cutraro vince il Campionato Mondiale Pizza DOC

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A Paestum, dall’11 al 13 novembre 2025, si è tenuta l’undicesima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC. Vincitore assoluto: Giuseppe Cutraro, napoletano dei Quartieri Spagnoli, classe 1988, oggi proprietario del Gruppo Peppe con otto pizzerie tra Parigi e Lione.

Non è il suo primo titolo mondiale, ma questo – lo ha detto lui stesso – è quello che conta di più. Perché è arrivato a casa, in Campania, davanti a oltre 600 concorrenti provenienti da più di 30 Paesi.

La storia di Peppe: da un basement a New York al successo in Francia

La storia di Cutraro è una di quelle che funzionano perché partono dal basso. Napoletano dei Quartieri Spagnoli, a 18 anni vola a New York. Vive in un basement, da solo, facendo la gavetta nel mondo della ristorazione. La pizza diventa il suo mestiere, il modo per costruirsi un futuro.

Dopo l’esperienza americana torna in Italia, ma il richiamo dell’estero è forte. L’occasione giusta arriva a Parigi, dove inizia a lavorare in una pizzeria che gli permette di fare esperienza, crescere, imparare come funziona il mercato francese. E soprattutto capire che c’è spazio per un napoletano che fa pizza napoletana sul serio.

Dal 2020 inizia la storia del Gruppo Peppe: la prima pizzeria, poi la seconda, la terza. Oggi sono otto tra Parigi e Lione. Un percorso veloce ma solido, costruito su un prodotto che tiene e su una capacità imprenditoriale che non è scontata.

“La pizza mi ha cambiato la vita. Ho girato il mondo attraverso la pizza ed è la pizza che mi ha formato e mi ha fatto diventare l’uomo che sono oggi. Sono fiero di essere riuscito a sdoganare lo stereotipo del napoletano dei Quartieri Spagnoli senza destino e senza futuro. Quello te lo crei, ti rimbocchi le maniche.”

Il Campionato Mondiale Pizza DOC: quando conta solo la pizza

Il Campionato Mondiale Pizza DOC è diventato negli ultimi anni uno degli eventi più importanti del settore. Numeri alla mano, è probabilmente il campionato con il maggior numero di competizioni al mondo: oltre 1000 pizze sfornate in tre giorni, 600 concorrenti, rappresentanze da Stati Uniti, Australia, Brasile, Argentina, Canada, Corea del Sud, Polonia, Svezia, Francia, Spagna, Albania, Tunisia e decine di altri Paesi.

La sede è il NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno. Una location che non è casuale: a pochi passi dai templi di Paestum, il campionato unisce cibo e cultura in una cornice che funziona.

Ma il vero punto di forza del Campionato Mondiale Pizza DOC è il sistema di valutazione. La giuria nascosta è una scelta che fa la differenza: i giudici – oltre 100 tra giornalisti, food blogger, influencer, maestri pizzaioli e chef – non vedono chi prepara la pizza prima di averla assaggiata. Niente volti, niente nomi, niente influenze.

Il concorrente non può avvicinarsi all’area di giuria, non può usare segni distintivi o piatti personali. La valutazione è completamente digitale, tramite app che scansiona un QR-Code assegnato a ogni pizza. I parametri sono tre: aspetto, cottura, gusto. Punteggio da 0 a 50 per ciascun parametro.

A questo si aggiungono i giudici di forno, che valutano la pulizia del banco di lavoro, l’etica professionale e il rispetto dei tempi di gara. Il totale dei voti determina la classifica.

Un sistema che garantisce l’imparzialità e che negli anni ha costruito la credibilità del campionato. Qui vince chi fa la pizza migliore, non chi ha il nome più noto.

La pizza vincente: provola e pepe rivisitata

Cutraro ha vinto la categoria Pizza Classica con una pizza che parte da un grande classico napoletano – provola e pepe – e lo reinterpreta. Pomodoro San Marzano arrostito al forno, provola, pepe. All’uscita, pomodoro confit. Un abbinamento che gioca sulle consistenze e sui tempi di cottura: il pomodoro arrostito porta profondità, il confit aggiunge freschezza.

Una pizza semplice nella struttura ma studiata nei dettagli. E questo, in un campionato dove si affrontano pizzaioli da tutto il mondo con proposte spesso molto elaborate, dice qualcosa: la tradizione napoletana, quando è rivisitata con intelligenza, regge ancora il confronto.

Il podio: Abbate secondo, Gagliotta terzo

Al secondo posto assoluto si è classificato Vincenzo Abbate, pizzaiolo napoletano, vincitore della categoria Pizza Contemporanea.

Terzo posto per Daniele Gagliotta, napoletano d’America già vincitore assoluto del Campionato nel 2024, risultato vincitore della categoria Pizza a Ruota di Carro.

Quarto posto per il francese di Strasburgo Pierre James Quirin, vincitore della categoria Pizza Margherita DOC.

Un podio internazionale che fotografa lo stato della pizza oggi: napoletani che portano la tradizione all’estero, stranieri che studiano i classici italiani, e un confronto che alza continuamente l’asticella.

Un campionato in crescita esponenziale

Il presidente dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, Antonio Giaccoli, ha costruito negli anni una macchina organizzativa che funziona. La prima edizione, nel 2014, era una festa della pizza a Nocera Superiore con pochi concorrenti. Oggi il Campionato Mondiale Pizza DOC è un evento che porta a Paestum migliaia di persone, con un’area espositiva – la Pizza DOC Expo – che raggiunge i 4000 mq e ospita aziende da tutta Italia.

Il supporto di partner come Mulino Caputo, Latteria Sorrentina, Solania, Carbone Conserve, Sa.Car Forni e Mecnosud ha permesso al campionato di crescere mantenendo standard qualitativi alti.

E il fatto che la Regione Campania, la Provincia di Salerno e il Comune di Capaccio sostengano l’evento dice che c’è consapevolezza del valore che un campionato del genere porta al territorio.

In conclusione

La vittoria di Peppe Cutraro al Campionato Mondiale Pizza DOC 2025 è il riconoscimento di un percorso. Partito dai Quartieri Spagnoli, passato per New York, cresciuto a Parigi, oggi torna a vincere in Campania davanti a una giuria che valuta solo il prodotto.

“Nonostante avessi già conquistato tanti premi, ho deciso di rimettermi in gioco. Avevo più da perdere che da guadagnare, ma l’adrenalina di un campionato e la passione che ci metto ogni giorno mi hanno spinto ancora una volta oltre i miei limiti.”

Storie come quella di Peppe Cutraro dimostrano che, quando la passione si unisce al metodo e alla voglia di crescere, i risultati arrivano. Anche partendo da un basso napoletano – o da un basement a New York.


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